|
Rivenditori delle seguenti marche:
3COM 3M ACER ADEO ADOBE ALCATEL AMD ANSMANN APC APPLE ASUS ATI ATLANTIS Autodesk
AVERY Avid BELINEA BELKIN BENQ BICE BRIO
BROTHER CANON CASE Check Point CISCO COMONE COMPUPRINT Computer Associates Corel
CREATIVE CRUCIAL D-LINK DATA-PRODUCTS DATALOGIC DIGICOM DIGITAL DISGO EASYBOX
ELSA EMPIRE INTERACTIVE ENERGIZER EPSON ERICSSON EUTRON EXABYTE FOXCONN FUJIFILM
FUJITSU SIEMENS GEHA GENICOM HAMLET HITACHI HP (COMPAQ)
HYNIX I-MATE IBM IMATION
INOVATEC INTEL INTERACTIVE
IOMEGA Jasc
JVC KATUN KENWOOD KINGSTON KISS KODAK KONICA
MINOLTA KYOCERA MITA LABTEC
LANIER LEXMARK LG-GOLDSTAR
LINKSYS LOGITECH Macromedia MATROX MATSUYAMA MAXTOR
MICROIDS MICRON MICROSOFT DIGIWALKER MUSTEK NASHUATEC NAVMAN
NEC NEO
NETGEAR NIKON NINTENDO
NOKIA OCÈ
OKI OLIVETTI OLYMPUS
Oracle PALM PALMONE
PANASONIC PANWARE S.R.L.
PENTAX PHILIPS PINNACLE PIONEER PLAYSTATION PLEXTOR
RICOH ROPER
ROUTE 66 ROYALTEK SAGEM SAITEK
SAMSONITE SAMSUNG
SAMTRON SANDISK
SANYO SHARP
SIEMENS SONY SPARKLE SPEEKA SYMANTEC TALLY Tarantella
TARGUS TDK TELECOM TIM TOM TOSHIBA Trend Micro TRUST TUCANO TX UBISOFT UNIROSS
US ROBOTICS VERBATIM Veritas VIKING VODAFONE WAITEC WESTERN DIGITAL XBOX XEROX
XTREME ZYXEL
| |

Monitor LCD e schermi al plasma
|
I
monitor LCD (Liquid Crystall Display) sono i cosiddetti
monitor a cristalli liquidi, cioè costituiti da una
particolare sostanza che si trova a metà strada tra un
solido ed un fluido. Questa sostanza possiamo ritenerla
composta da tante piccole bacchette orientabili. La scoperta
dei cristalli liquidi risale a più di cento anni fa, ma le
prime applicazioni ebbero inizio nel momento in cui si
scoprì che le piccole bacchette che li componevano, sotto lo
stimolo di una carica elettrica, cambiavano il proprio
orientamento, in modo tale da modificare le caratteristiche
del fascio di luce che li attraversava.
Sulla base di questa scoperta e con gli studi successivi che
vennero effettuati, si riuscì a trovare un legame tra
stimolo elettrico ed orientamento dei cristalli, tale da
consentire la visualizzazione di immagini.
Le prime applicazioni furono nel campo dei display per le
calcolatrici e successivamente nei monitor dei PC portatili.
Attualmente gli enormi progressi compiuti in questo campo
hanno permesso di avviare un nuovo ed interessante processo
produttivo di monitor LCD per PC da tavolo.
|
Un po' di
tecnica . . . |
|
• I monitor LCD sono costituiti da ben sette
strati fondamentali e partendo dalla zona
centrale abbiamo due pannelli di vetro tra i
quali vengono messi i cristalli liquidi; questi
pannelli sono caratterizzati dall'avere delle
scanalature che vanno ad orientare i cristalli,
facendogli assumere una particolare
configurazione ad elica. Tali scanalature
infatti, sono disposte in modo tale che siano
parallele su ogni pannello, ma perpendicolari
tra i due pannelli. La tecnologia ora descritta
va sotto il nome di Twisted Nematic (TN),
cioè cristalli nematici ruotati.
L'applicazione di una tensione elettrica causa
l'orientamento dei cristalli nella direzione del
campo che abbiamo volutamente generato.
Posizionando un elevato numero di elettrodi che
generano differenze di potenziali in differenti
punti dello schermo, le cosiddette celle di
cristalli liquidi, noi saremo in grado di
riprodurre in zone molto limitate e localizzate
questo fenomeno e gestendo in modo opportuno il
loro funzionamento saremo anche in grado di
rappresentare immagini, lettere ecc.
L'evoluzione tecnologica ha permesso di rendere
queste zone di dimensioni molto limitate, in
pratica dei piccoli punti, aumentando quindi la
risoluzione degli schermi LCD e consentendo di
visualizzare anche immagini complesse con buona
definizione, fino ad arrivare alla costruzione
di schermi LCD a colori.
L'impiego del colore ha comportato la necessità
di dover retro illuminare gli schermi, facendo
in modo che la luce venisse generata nella parte
posteriore del display LCD consentendo una
ottimale visione dell'immagine anche in
condizioni di scarsa luminosità dell'ambiente
circostante, a differenza dei precedenti
dispositivi che realizzavano la retro
illuminazione riflettendo con uno specchio la
luce che arrivava dall'ambiente circostante.
Il colore viene ottenuto tramite l'impiego di
tre filtri riproducenti i tre colori
fondamentali rosso, verde e blu e facendo
passare il fascio di luce attraverso i filtri
stessi. Combinando per ogni singolo punto o
pixel dello schermo, questi tre colori
fondamentali, siamo in grado di riprodurre ogni
colore.
I primi display a LCD avevano dimensioni molto
contenute, circa 8 pollici di diagonale, mentre
oggi possiamo arrivare per le applicazione su
Notebook fino anche a 15", mentre ben altre sono
le dimensioni dei nuovi display LCD per il mondo
dei desktop. All'aumento delle dimensioni si è
ovviamente associato l'aumento della risoluzione
di questi schermi e questo ovviamente ha
introdotto nuove problematiche risolte adottando
particolari tecnologie.
|
|
La matrice
attiva |
• Risultati molto migliori sia per quanto
concerne la stabilità, la qualità, la
risoluzione, la nitidezza e la brillantezza
dell'immagine si possono ottenere con gli
schermi a matrice attiva che a fronte della
maggiore qualità contrappongono purtroppo un
costo molto più alto.
La matrice attiva offre notevoli vantaggi
rispetto a quella passiva, quali ad esempio la
maggiore luminosità e la possibilità di guardare
lo schermo anche con inclinazioni fino a 45°
senza perdere in qualità di immagine, cosa
impensabile con la passiva che in pratica
consente una visione ottimale solo da posizione
frontale rispetto al display; possiamo
visualizzare immagini in rapido movimento senza
il fastidioso effetto scia e senza sfarfallii,
dato che il tempo di risposta che un display a
matrice attiva è in grado di fornire è di circa
50 ms rispetto ai 300 della passiva, inoltre si
ha una qualità nel contrasto superiore a quella
offerta dai monitor a tubo catodico CRT.
E' proprio in base a questa elevata qualità di
visualizzazione delle immagini che si è pensato
di estenderne il campo applicativo dai Notebook
ai desktop, ottenendo dispositivi poco
ingombranti e molto meno nocivi per la salute
degli operatori rispetto ai tradizionali
monitors a tubo catodico.
Probabilmente nei prossimi anni vedremo una
progressiva invasione del mercato dei monitor
per desktop da parte di questi dispositivi LCD,
dato che la continua evoluzione delle tecnologie
impiegate e delle tecniche costruttive stanno
comportando una progressiva diminuzione sul
fronte dei prezzi auspicando che in tempi brevi
questi monitor potranno risultare accessibili ad
un maggior numero di utenti.
|
|
I vincoli nelle
dimensioni e gli schermi al plasma
|
• Il vincolo
maggiore per un ulteriore sviluppo della
tecnologia LCD nel campo specifico dei monitors
per desktop, sembrerebbe la dimensione, dato che
questa incide pesantemente sul costo; la
capacità produttiva delle linee di produzione
peggiora enormemente all'aumentare della
dimensione del display; si prevede il
raggiungimento di una diagonale massima di 20"
per le produzioni in serie.
Vi sono comunque altre tecnologie che i vari
costruttori stanno da tempo sviluppando ed
alcune di queste vanno sotto il nome di "plasma"
PDP (Plasma Display Panels) e FED (Field
Emission Display).
Costruttori importanti quali Fujitsu, Matsushita,
Mitsubishi, NEC, Pioneer ed altri ancora hanno
già presentato monitor al plasma con dimensioni
di 40" e più, con esemplari già pronti per
entrare in produzioni in serie.
I display al plasma hanno un principio di
funzionamento molto simile a quello delle
lampade al neon, sono essenzialmente costituiti
da un tubo nel quale viene creato il vuoto e nel
quale sono presenti delle coppie di elettrodi
strutturati in modo da sviluppare delle scariche
elettriche attraverso un gas inerte, creando in
questo modo della luce. Il display viene creato
accoppiando due superfici in vetro e inserendo
nell'intercapedine sigillata che si viene a
creare del gas inerte, quale argon o neon; si
dispongono poi sulle superfici di vetro, dei
piccoli elettrodi trasparenti che, alimentati da
una corrente alternata, producono una scarica
elettrica puntiforme che va ad illuminare il
vetro; in pratica il gas caricato elettricamente
che prende il nome più tradizionale di plasma,
emette una luce nel campo dell'ultravioletto che
va a colpire ed eccitare dei fosfori che a loro
volta emettono luce nel campo del visibile.
Ogni pixel dello schermo funziona più o meno
come una tradizionale lampada fluorescente.
Alta luminosità e contrasto, unita all'assenza
totale di sfarfallio rappresentano un ottimo
biglietto da visita per questi display; si
ricordi anche che l'angolo di visione aumenta
rispetto ai soli 45° dei monitor LCD e quindi
anche persone che si trovano ad osservare il
monitor con angolo di osservazione maggiore di
45° non avranno problemi.
Gli aspetti negativi sono rappresentati dal
consumo di elettricità che aumenta con la
dimensione e dal fatto che la risoluzione è
tendenzialmente bassa; le proprietà dei fosfori
decadono nel tempo rendendo progressivamente lo
schermo meno luminoso e questo limita la durata
dei monitor al plasma a circa 10.000 ore di
funzionamento (circa 5 anni ipotizzandone l'uso
in un ufficio).
Il mercato al quale vengono destinate queste
unità è, per i limiti ora elencati, quello per
un uso di tipo aziendale con monitor di grandi
dimensioni adatti a tenere conferenze ecc. I
limiti tecnologici odierni potranno comunque
essere a breve risolti e questo unitamente
all'abbattimento dei costi produttivi potrebbero
garantire a queste unità un uso multiplo come
schermo televisivo, display per PC, schermo
gigante per film ecc. tutti riuniti in un'unica
unità.

laboratorio e assistenza tecnica clienti
|
|
|
|